Quando un Cibo è Biologico?

Quando si parla di agricoltura biologica e di cibo biologico, ci si riferisce a prodotti provenienti da coltivazioni in cui non sono stati utilizzati concimi chimici, diserbanti ed antiparassitari e ci si riferisce a materie prime bio lavorate senza l’uso di coloranti e conservanti di sintesi. Nel settore degli operatori e dei sostenitori del benessere, il termine “biologico” diventa sinonimo di ”cibo non adulterato e non trattato” e quindi di “cibo sano”.  In realtà tutti, indistintamente, hanno necessità di nutrirsi di cibi sani ed equilibrati e quindi non dovrebbe esistere un cibo biologico ed un cibo convenzionale,  ma dovrebbe esistere solo e semplicemente un cibo integro, non avvelenato, non impoverito e non devitalizzato e sofisticato.  Poichè il cibo non proviene più direttamente dalla terra ma dall’industria alimentare che provvede a devitalizzare e a modificare il cibo che la terra produce, ecco che diventa indispensabile richiedere cibi sani.Spesso, purtroppo anche i cibi definiti biologici e più precisamente le verdure biologiche, pur non contenendo sostanze nocive, mancano di vitalità, di freschezza e di energia; infatti i vari passaggi che segnano il percorso dal produttore al consumatore e lo stoccaggio nei magazzini, provocano l’invecchiamento dei prodotti e quindi la perdita di quella forza vitale che è contenuta nell’alimento.   Un prodotto veramente biologico dovrebbe essere non solo privo di sostanze nocive ma anche ricco di vitalità.
Scegliere prodotti biologici significa  anche scegliere che non vengano inquinati i campi e quindi l’ambiente, significa scegliere che gli animali non vengano  sfruttati e maltrattati. Tutto ciò aiuterà l’uomo a sviluppare una maggiore sensibilità ed una nuova e più elevata Coscienza individuale e collettiva che vedrà porre al centro di ogni scelta:  il rispetto per la vita.

Ecco 10 validi motivi per nutrirsi di prodotti provenienti da agricoltura biologica Italiana:

 

1 . Un Cibo coltivato e preparato senza l’uso della chimica:

caratteristica fondamentale di un prodotto biologico è la sua provenienza da un’agricoltura in cui non si fa uso di diserbanti, concimi chimici ed antiparassitari; assolutamente libero da OGM e  preparato senza l’uso di coloranti, conservanti ed additivi chimici.

 

  1. Un Cibo più nutriente:

le analisi svolte su prodotti provenienti da agricoltura biologica, raffrontate con analisi svolte su prodotti provenienti da agricoltura intensiva (dove si utilizzano diserbanti, concimi chimici ed antiparassitari), evidenziano livelli più elevati di elementi nutritivi essenziali, compresi ferro, magnesio, fosforo e vitamina C.

 

  1. Un Cibo senza Pesticidi:

Negli ultimi 50 anni il numero di pesticidi è passato da 22 ad oltre 450. In tutto il mondo le morti dovute ad esposizioni  o avvelenamenti da pesticidi sono stimate in un numero approssimativo di 20.000 all’anno.

In Italia vengono usati ogni anno 1.475.000 quintali di pesticidi chimici di sintesi che vanno ad inquinare l’ambiente, il mondo vegetale, il mondo animale le persone ed i bambini. In agricoltura biologica non si usano pesticidi, ma si studiano metodologie naturali come: “macerati di erbe officinali” da irrorare sulle piante, “consociazioni” consistenti nel coltivare in parallelo piante sgradite l’una ai parassiti dell’altra, “piantumazione” di siepi ed alberi che ospitano i predatori naturali dei parassiti;  “selezione dei semi più forti”che resistano sempre di più all’attacco dei parassiti; “rotazione delle colture” che ostacola l’ambientarsi dei parassiti;  “ripristino dell’humus” con sostanze naturali ed organiche affinché la pianta possa difendersi e vincere i parassiti.

 

  1. Un cibo più ricco ed equilibrato:

L’agricoltura biologica ritiene di fondamentale importanza nutrire tutti gli organismi che sono nel terreno con materiale organico ben compostato. Saranno questi organismi che andranno a creare tutti i nutrienti giusti e solubili per la pianta affinché, crescendo forte e robusta, possa trasmettere queste caratteristiche all’uomo. I primi 10/15 centimetri di terra sono ricchissimi di organismi viventi che creano una società di mutuo soccorso, gli uni non possono vivere senza gli altri e tutti indistintamente, direttamente o indirettamente, nutrono la pianta. Si stima che in un ettaro di terreno biologico vi siano da 1 a  5 tonnellate di organismi viventi. Più  gli organismi viventi sono forti e hanno possibilità di svolgere il loro lavoro, più la piante cresce forte e rigogliosa. Gli antiparassitari, i diserbanti ed i mezzi pesanti utilizzati nell’agricoltura intensiva, distruggono questa grande risorsa e pullulare di vita, creando piante sempre più deboli e senza sapore. I concimi chimici non possono sopperire alle deficienze del terreno perché la pianta assorbe secondo i suoi ritmi e le sue necessità che sono legate alla temperatura, all’ambiente, alla stagione e persino all’ora della giornata. L’uomo non può conoscere esattamente il dosaggio dei sali minerali e delle sostanze organiche che entrano a far parte del ciclo alimentare della pianta, pertanto conviene affidarsi al lavoro gratuito dei microrganismi e degli altri abitatori del suolo. Inoltre, i concimi sono sali già solubili che non possono essere lavorati e digeriti dagli organismi viventi e quindi la maggior parte dei concimi viene disperso nel terreno e nelle falde acquifere, inquinandole.

 

5 Più cibo biologico meno dispersione di acqua:

l’agricoltura biologica arricchisce il terreno con sostanze organiche (letame compostato, strame, concimazione verde, compostaggio di superficie, pacciamatura, etc.), creando così un buon terreno ed un humus molto fertile che ha la capacità di assorbire acqua dieci volte il suo peso. Un tale assorbimento è impossibile per un terreno sottoposto ad agricoltura intensiva che, inaridito ed impoverito di sostanze organiche e microrganismi, non ha più la capacità di trattenere l’acqua e quindi si sfalda.

L’agricoltura intensiva assorbe e consuma il 72% dell’acqua dolce del pianeta, grazie all’agricoltura biologica che arricchisce il terreno di humus e attiva la piantumazione di siepi ed alberi, potremmo risparmiare una grandissima quantità di acqua e mettere in sicurezza le zone a rischio di inondazioni.

 

6 Più cibo biologico meno impatto sull’ambiente:

L’agricoltura italiana, occupando il 44% del territorio nazionale, influisce notevolmente sull’ambiente. La monocoltura e le tecniche di agricoltura intensiva, hanno portato, a partire dal 1962 , ad una diminuzione media del 30% degli uccelli di campagna, assieme ad altre specie animali e vegetali.

Al contrario. L’agricoltura biologica sostiene la biodiversità per mantenere la fertilità del suolo e quindi il controllo dei parassiti ed il ripopolamento di tutte le specie animali e vegetali utili all’agricoltura ed al paesaggio.

 

  1. Più cibo biologico proveniente dal nostro territorio italiano, più valorizzazione dei grani antichi italiani e più sviluppo delle colture locali:

L’Italia è un paese ricco di storia e di tradizione legata a quei grani antichi che non hanno subito modifiche ai geni e che quindi trasmettono un  valore straordinario fatto di nutrienti e di sane abitudini alimentari. In questo ultimo decennio sono scomparse diverse centinaia di aziende agricole dal nostro territorio. Valorizzare un metodologia di agricoltura sana a favore della vita, dell’ambiente e della salute, significa anche aprire centri agricoli e quindi creare  nuovi posti di lavoro, incrementando così positivamente la nostra economia. Finalmente possiamo ipotizzare un futuro dove  etica, economia, scienza e salute si fondono in un unico progetto: il bene dell’uomo e del pianeta

 

8 Più cibo biologico italiano più salvaguardia delle varietà antiche e locali:

Mentre l’agricoltura intensiva si basa sulla coltivazione di un numero ristretto di specie vegetali creando modifiche ai geni dei semi con i raggi del cobaldo radioattivo, causando così la sparizione di migliaia di antiche varietà, l’agricoltura biologica promuove  la ricerca dei grani antichi e delle specie locali, valorizzandone le qualità ed i nutrienti come patrimonio inestimabile di salute e di prevenzione per tutta l’umanità. Valorizzare i cereali antichi italiani (farro, senatore cappelli, saragolla, miglio, avena, orzo, grano saraceno, mais, segale, riso) significa riappropriarsi della propria salute e della ricchezza colturale tipica della nostra penisola, dove ogni regione ha un suo clima, un suo habitat ed un suo terreno che in condizioni di equilibrio produce il cibo giusto ed adatto per chi abita e vive in quella particolare temperatura e latitudine.

 

  1. Più cibo biologico italiano, meno gas serra, meno spreco e meno inquinamento provocato dai viaggi intercontinentali:

l’uso del “ nitrato di ammonio”, il fertilizzante più usato nell’agricoltura convenzionale intensiva, causa il 10% di emissioni di gas serra in Europa. Con l’agricoltura biologica si aumenta la sostanza organica del suolo che, imprigionando il carbonio nel terreno, impedisce il rilascio di CO2 nell’atmosfera. Più si utilizzano prodotti provenienti da un’agricoltura  sana e biologica italiana, più  diminuisce l’inquinamento provocato dalle importazioni di cereali provenienti da paesi lontani.

 

  1. Più cibo biologico, più divulgazione di un progetto utile e sano per il nostro paese e per il mondo:

Scegliere prodotti biologici significa scegliere un’agricoltura che rispetta la vita nei campi e negli allevamenti,  dove anche gli animali vengano nutriti ed accuditi con metodi che evitino stress e sofferenze fisiche e psichiche. Significa muoversi verso un futuro più maturo, più intelligente e più costruttivo. Salvare e rispettare la Terra con tutti i suoi organismi animali, vegetali e minerali, significa anche salvare noi stessi!

 

 

 

 

 

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